“Servizi finanziari al territorio, tra desertificazione e digitalizzazione”: iniziativa pubblica della FISAC/CGIL a Napoli

Negli ultimi 10 anni abbiamo assistito in Italia ad una progressiva desertificazione bancaria e ad una drastica riduzione del numero di filiali nelle nostre città, nei nostri centri abitati.

In Campania registriamo oggi il più basso numero di filiali per 100mila abitanti, a fronte di una densità demografica tra le più alte in Italia.

La contrazione ha ripercussioni economiche gravissime, soprattutto nei comuni più piccoli delle artee interne, dove la chiusura delle filiali ha rappresentato per le aziende locali, già fragili, la riduzione dell’accesso al credito e, a cascata, la recessione del settore manifatturiero, dei servizi, dell’occupazione e la diminuzione dei salari.

Vi è stato un dibattito vibrante all’hotel San Francesco a Napoli. Ottima la ricerca statistica della FISAC, Federazione Italiana Sindacato Assicurazioni Credito, e l’idea di discussione della Segreteria Regionale FISAC CGIL, guidata da Michele Cervone.

Toccati i temi dei divari Nord-Sud anche con riguardo alla discussione attuale sull’autonomia differenziata, della regressione delle tutele e dei diritti sindacali, della digitalizzazione e della spersonalizzazione dei rapporti creditizi, del trasferimento nei territori del settentrione di tutti i centri decisionali in materia creditizia e finanziaria, dell’insostituibile ruolo delle banche locali e degli sportelli nei territori delle aree depresse e interne.

Una iniziativa che fa riflettere tutti, in primis la politica. Una nuova sfida, non solo dei sindacati alla quale siamo chiamati a concorrere tutti. Occorre contrastare i divari territoriali, favorire lo sviluppo del Mezzogiorno, pensando a forme più appropriate e innovative di assistenza creditizia, come ha fatto con successo la Regione Campania attraverso i “Garanzia Campania Bond”.

Inoltre, dobbiamo fare molta attenzione a non perdere il treno dell’occasione offerta dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per ridurre il gap infrastrutturale tra sud e nord.

Francesco Picarone